RECENTE GIURISPRUDENZA SUI TAMPONAMENTI (Cass

RECENTE GIURISPRUDENZA SUI TAMPONAMENTI

Sulla sempre attuale questione dei danni derivanti dalla circolazione di autoveicoli, vi segnaliamo due recenti sentenze (Cass. Civ. Sez. III, 2.2.2001 n. 1505 e Trib. Milano 9.3.2000 n. 2881) che affrontano, innovando, il tema della responsabilità della società gestrice dell'autostrada in caso di sinistro derivante da coda non segnalata e della prova liberatoria dell'ultimo conducente tamponante in un tamponamento a catena.

- La Cassazione Civile, Sez. III, con sentenza del 2.2.2001 n. 1505, ha stabilito la responsabilità concorsuale del gestore delle arterie stradali di primaria importanza qualora non abbia adottato gli opportuni e possibili provvedimenti al fine di evitare situazioni di pericolo. Occasione di questa pronuncia è stata l'esame di una sentenza di merito in cui il Giudice di primo grado aveva sostenuto l'esclusiva responsabilità in capo al conducente imprudente che, giunto ad alta velocità, tamponava l'ultimo veicolo fermo in coda formatasi, quest'ultima, a causa di un precedente incidente stradale.

La Suprema Corte ha invece ritenuto sussistente in capo alla società gestrice dell'autostrada (nel caso specifico Autostrada del Brennero) la violazione dell'obbligo di intervento, il quale non può limitarsi alla semplice richiesta di invio di pattuglie della Polizia Stradale sul luogo dell'incidente, dovendo invece tradursi in un'attività effettiva come l'apposizione di segnali di pericolo e/o la temporanea chiusura del traffico.

In tale caso la Cassazione ha riconosciuto un concorso di colpa pari quasi al cinquanta per cento con il conducente imprudente per la causazione del sinistro.

- In ipotesi di tamponamento a catena di un'auto, grava sul conducente del veicolo investitore sopraggiunto una presunzione di respo nsabilità esclusiva per il mancato rispetto della distanza di sicurezza. Quest'ultimo potrà fornire la prova liberatoria dimostrando che il mancato tempestivo arresto e la conseguente collisione sono stati causati, in tutto o in parte, da cause a lui non imputabili (Cass. Civ. Sez. III 21.4.90 n. 3343; Cass. Civ. Sez. III 23.4.83 n.2818; Cass. Civ. Sez. III 20.4.78 n. 1902; Cass. Civ. Sez. III 26.9.75 n. 3077).

Quando la prova liberatoria non sia stata data, non si può presumere che il conducente che a sua volta ha urtato a tergo il convenuto tamponante sia responsabile anche dei danni subiti dal primo tamponato, ma semmai soltanto di quelli o parte di quelli subiti dal veicolo che egli ha urtato. Peraltro quand'anche si dovesse ritenere l'operatività dell'art.2054 comma 2cod. civ., l'assicuratore del terzo risponderebbe dei danni arrecati da quest'ultimo al primo solo in via solidale, tant'è che l'assicuratore del secondo in primo grado ha chiesto di essere autorizzato a chiamare in causa l'assicuratore dei terzo esclusivamente a titolo di manleva e non quale obbligato principale ed esclusivo. Ed è altrettanto noto che la solidarietà passiva è circostanza che non comporta in nessun modo l'inscindibilità delle cause ex art. 331 c.p.c. stante la possibile scissione del rapporto processuale il quale può utilmente svolgersi anche nei confronti dì uno solo dei coobbligati senza alcun obbligo da parte del giudice d'appello di far integrare il contraddittorio non vertendosi in ipotesi di litisconsorzio necessario. (Trib. Milano 9.3.2000 n. 2881)

Dott.ssa Chiara Villa Dott. Massimiliano Mapelli